Gli idranti soprasuolo o a colonna sono quelli comunemente visibili nei parcheggi, all'esterno dei condomini oppure nelle aree industriali. Hanno maggiore accessibilità degli analoghi sistemati sottosuolo. Essi sono collocati ad una distanza consigliata tra 5 e 10 m dal perimetro del fabbricato a seconda della sua altezza e ad una distanza mutua di massimo 60 m (specificatamente indicato nella Norma di sistema UNI 10779), in funzione del loro raggio d'azione. Sono contraddistinti dal colore rosso RAL 3000, lo stesso che viene usato negli estintori. Sono dotati di scarico antigelo atto a scaricare la colonna dall'acqua e possono essere di due tipi: tipo A (ex tipo AD secondo vecchia UNI 9485) ossia senza punto prefissato di rottura, tipo C (ex ADR secondo vecchia UNI 9486) ossia con punto prefissato di rottura. Il punto prefissato di rottura permette la separazione della parte superiore dalla parte inferiore dell'idrante a seguito di un urto accidentale, senza causare la fuoriuscita dell'acqua con conseguente riduzione della pressione della rete antincendio e possibilità di allagamenti.Nota la foto è di un vecchio idrante ormai non più a norma.
La costruzione è regolata dalla norma EN 14384 e per essi vige l'obbligo della marcatura CE, essendo dispositivi che ricadono sotto direttiva 89/106/CEE (altrimenti nota come CPD).
Questi idranti sono costituiti fondamentalmente da un corpo in ghisa o in acciaio (sconsigliato), un dispositivo di manovra di forma pentagonale (il cosiddetto cappellotto) che attraverso un albero, apre e chiude la valvola di intercettazione, uno scarico antigelo, una flangia di connessione all'impianto di distribuzione e due sbocchi DN 70, per il collegamento delle manichette ed eventualmente (solo per diametri dell'idrante uguali o superiori al DN 100) un terzo sbocco DN 100 ove possono attaccarsi i Vigili del Fuoco, al fine di caricare le autobotti.
I raccordi devono essere protetti a mezzo tappi in ottone (unico materiale attualmente ammesso)

Per azionare questo tipo di idranti, occorrono delle chiavi normalizzate, dette "chiavi di manovra" che agiscono sul dispositivo di manovra e quindi sulla valvola di intercettazione, aprendola o chiudendola. L'albero di manovra ha attacco pentagonale.

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